Il messaggio di Padre Enea

E’ stata una serata speciale e ricca di spunti interessanti. Anche se il tempo è stato tiranno Padre Enea è riuscito a raccontarci parecchi episodi delle sue esperienze missionarie in Ecuador e in Colombia. Ci ha affascinato e conquistato con le vicende e i racconti di vita vissuta accanto agli ultimi del mondo nella foreste dell’ Ecuador, nelle isole del Pacifico, nelle periferie povere delle città o nei villaggi insanguinati dagli scontri tra guerriglieri e narcotrafficanti in Colombia.

L’incontro è cominciato con la visione di un reportage che narrava i retroscena di ogni tazzina di caffè che consumiamo al bar. Le immagini e le testimonianze sono state raccolte sul campo. I racconti, completavano quello che le immagini comunicavano benissimo. Quante vite spezzate troppo presto per la fatica o quanti anni di infanzia sprecati per poter avere qualcosa da mangiare.

Quanta amarezza, quando si vede lo stato di abbandono e precarietà in cui versano tanti esseri umani.

Padre Enea ha raccontato una storia, parlava di un fiore bellissimo che il vento della foresta aveva portato in città. La gente della città che sapeva tutto, chiese il nome a questo fiore. Il fiore rispose che era fiore ed era felice di essere fiore e basta. La gente della città … disse che non serviva se era solo un fiore e non aveva nome. Il fiore volò via, trasportato dal vento della foresta. Però la gente si era accorta che tutti quelli che avevano stretto quel fiore, nelle mani di queste persone era rimasto qualcosa di rosso che appiccicava. La gente si ricredette sul valore del fiore, capendo che avevano avuto tra le mani qualcosa di straordinario. Allora tutti si misero d’accordo per cercare insieme il fiore della foresta. Ma come sempre accade, all’inizio partirono con entusiasmo, poi alcuni si persero, altri abbandonarono, altri tornarono a casa, ma alcuni continuarono. Coloro che continuarono, quando stanchi si sedettero stremati per la fatica, dai loro piedi uscì del sangue, proprio in quel punto nacque il fiore della foresta.

Il fiore è qualcosa di straordinario e rinasce dove c’è qualcuno che sa dare la vita.

Ci ha spiegato che ci sono due modi di vedere la vita, un pò come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Noi tendiamo a mettere tra NOI e DIO i ns problemi. Questi ci impediscono di vedere Dio, ci impediscono di vedere la verità. Ci sentiamo sconsoalti perchè ci confrontiamo sempre con chi ha più di Noi, mai con chi ha meno di Noi. Se proviamo per una volta a mettere DIO tra NOI e i ns problemi, potremmo capire di avere delle possibilità straordinarie e vedere il mondo in modo diverso con altri occhi.

La serata è volata tra altri racconti e testimonianze e brevi video ben realizzati che ci hanno aiutato a comprendere quando siamo fortunati e cosa possiamo fare per rendere il modo più giusto ed equo.

Dobbiamo prendere coscienza del divario socio-economico e guardare negli occhi uominie donne e vedere fratelli e sorelle.

Una delle frasi e messaggi che mi ha colpito e che ricordo è: “non siamo quello che diamo (doniamo), ma quello che riceviamo”.

Al termine dell’incontro Padre Enea ci ha lasciato un messaggio:

CRISTO CONTASU DI ME

Cristo solo può donare la fede, ma tu puoi dare la tua testimonianza.

Cristo solo può donare la speranza, ma tu puoi dare fiducia ai tuoi fratelli.

Cristo solo può dare l’amore, ma tu puoi insegnare ad altri ad amare.

Cristo solo può donare la pace, ma tu puoi seminare l’unione.

Cristo solo può donare la forza, ma tu puoi sostenere lo sfiduciato.

Cristo solo è il cammino, ma tu puoi indicarlo ad altri.

Cristo solo è la luce, ma tu puoi farla brillare agli occhi di tutti.

Cristo solo è la vita, ma tu puoi donare agli altri il desiderio di vivere.

Cristo solo può fare quello che sembra impossibile, ma tu puoi fare il possibile.

Cristo solo basta a se stesso, ma egli preferisce contare su di te.

Anonimo

Grazie Padre Enea, ti auguriamo che presto Tu possa partire per cominciare dove qualcuno ti sta già aspettando.





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